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TRATTAMENTO DEL CARCINOMA POLMONARE NON A
PICCOLE CELLULE
QUESTIONI APERTE E CONTROVERSIE
Sommariva Perno (Alba), 7-8 Ottobre 1994
Per iniziativa del
"Cuneo Lung Cancer Study Group (CuLCaSG)" nei giorni 7-8 ottobre si è tenuta a
Sommariva Perno (CN) la l° Conferenza Internazionale sul Tumore del Polmone, sotto gli
auspici della International Association for the Study of Lung Cancer (IASLC) e
dell'American College of Chest Physicians and Surgeons (FCCP) - Italian Chapter.
Lo presenza di prestigiosi relatori,
provenienti da Centri europei ed italiani, ha permesso una puntualizzazione delle
tematiche scelte. Sono state presentate 16 relazioni, 12 comunicazioni orali e 4 posters.
Il Dr. Ferrigno ha rivolto il benvenuto a
nome dell'intero CuLCaSG, cedendo poi la parola al Prof. G. Motta, presidente della IASLC,
ed al Dr. F. De Blasio, ACCP International Governor, i quali hanno portato il saluto delle
rispettive organizzazioni.
La prima sessione ha interessato le metodiche
di stadiazione
Il Dr. G. Buccheri (Divisione
di Pneumologia, Ospedale A. Carle, Cuneo) parlando del "contributo del laboratorio e
dei marcatori tumorali" ha evidenziato la buona correlazione esistente tra alcuni
test di laboratorio [ad es. la latticodeidrogenasi, la fosfatasi alcalina, alcune proteine
reattive della fase acuta, quali l'alfa-1- glicoproteina, la determinazione dell'antigene
carcinoembrionario (CEA) e dell'antigene polipeptico tessutale (TPA)], e la massa
tumorale, anche se oggi non possono essere identificati livelli serici capaci di
riconoscere con precisione l'estensione della malattia. Inoltre, ha presentato i risultati
di un'interessante analisi riguardante la possibilità di discriminare tra resecabilità o
meno del tumore, facendo ricorso alla concentrazione serica del TPA (al di sotto di 110 o
superiore a 160), con una accuratezza diagnostica (69%) uguale a quella di una tomografia
computerizzata (TC) "total body". Nella successiva discussione ha tuttavia
ribadito che, sebbene le tecniche di imaging non possano essere sostituite da una stima
probabilistica di resectabilità, stante il basso costo della determinazione del TPA, tale
esame potrebbe essere aggiunto routinariamente al work-up di staging iniziale e potrebbe
aiutare a scegliere tra una minima o più accurata ed aggressiva strategia di stadi azione
Il Dr. A.Biggi (Serv.
di Medicina Nucleare, Osp. S. Croce, Cuneo) ha parlato del possibile ruolo della
radio-immunoscintigrafia con Indio-111 legato con anticorpi anti-CEA. Egli ha passato in
rassegna i principi basilari, la metodologia, i presupposti teorici del successo o del
fallimento della immunoscintigrafia, i risultati degli altri gruppi di ricerca che hanno
sperimentato la stessa metodica, ed i suoi personali. Sulla scorta dell'esperienza
maturata negli ultimi 6 anni su una casistica di oltre 170 pazienti studiati sia con
immagini planari che con SPET, il relatore ha evidenziato come tale metodica possa
integrare lo staging di tali pazienti.
Il Dr. S. Spiro, Serv.
di Medicina Toracica, Università di Londra, ha relazionato sul ruolo basilare
dell'imaging radiologico. confermando come a tutt'oggi la TC rimane la più importante
indagine per identificare la presenza di malattia linfonodale intratoracica e per dirimere
fra invasione delle strutture mediastiniche da parte del tumore e la parete toracica.
Tuttavia il relatore ha puntato l'attenzione soprattutto sul coinvolgimento dei linfonodi
intratoracici. Mentre il riconoscimento di interessamento ilare non controindicherebbe la
chirurgia, pur esprimendo un significato prognostico negativo, il riscontro di N2
patologici potrebbe risultare in una non radicalità. Per lo staging della malattia
extratoracica, l'indagine ecografica rimane, a suo dire, la tecnica di scelta per la
ricerca di metastasi epatiche, non potendo la TC spesso dirimere tra lesioni solide
metastatiche e lesioni cistiche. Per lo studio delle ghiandole surrenaliche la TC
rimarrebbe l'indagine di scelta, mentre la TC del cranio dovrebbe essere eseguita solo nei
pazienti che manifestano segni o sintomi di malattia neurologica. La scintigrafia ossea
dovrebbe essere eseguita solo se vi sono segni di anormalità organo e/o
non-organo-specifiche, con ricorso alla Risonanza Magnetica Nucleare se la positività
scintigrafica è la sola controindicazione all'intervento chirurgico.
Il Prof. M. Taviani
(Cattedra di Semeiotica Chirurgica, Università di Genova), ha concluso la sessione,
partendo dalla considerazione che il solo aumento delle dimensioni dei linfonodi non
sempre è indice di interessamento metastatico, ed ha ribadito come, tra le indagini
invasive, la mediastinoscopia e la mediastinotomia rimangano a tutt'oggi le migliori
procedure per la conferma istologica di immagini TC positive di linfonodi mediastinici
omo- e controlaterali. Preso infatti atto dell'alta percentuale di linfonodi falsamente
positivi sulla base delle correnti metodiche di imaging. la mediastinoscopia dovrebbe
essere eseguita in qualsiasi paziente con anormale TC toracica e negli studi di
neoadjuvante. Lo biopsia transcarenale con ago sottile e la videotoracoscopia
sembrerebbero potere integrare e completare la resa diagnostica e di staging delle
metodiche invasive.
La seconda e terza sessione hanno interessato
il trattamento chirurgico e la terapia adjuvante e neoadjuvante
Il Prof. G. Motta (Cattedra
di Patologia Chirurgica, Università di Genova) ha focalizzato la sua attenzione
sull'importante sottogruppo di pazienti con malattia N2 che può beneficiare della
resezione chirurgica. Sarebbero pazienti con malattia N2 favorevole (ad es. capsula
linfonodale indenne, nessun impianto o coinvolgimento di un solo linfonodo delle stazioni
paratracheali, tracheobronchiali superiori, della finestra aortica, e sottocarenale)
quelli scoperti alla toracotomia, dopo una completa stadiazione clinica e dopo
mediastinoscopia negative.
Il Prof. P Rocmans (Chirurgia
Toracica, Osp. S. Erasmo di Bruxelles), ha presentato una omnicomprensiva e ben
documentata revisione delle tecniche possibili di resezione per la malattia localmente
avanzata T3-T4. Il Prof. G. Bonsignore (Istituto di Pneumologia,
Università di Palermo) ha riportato i dati di uno studio atto a valutare il possibile
beneficio della chemioterapia neoadiuvante e dell'immunoterapia nei pazienti con
adenocarcinoma stadio I e II. Il Dr. Pastorino (Chirurgia
Toracica, Royal Brompton Hospital, Londra) ha esposto i risultati di uno studio pilota di
chemioprevenzione iniziato a Milano nel 1985, comprendente 307 pazienti Tl-2N0 NSCLC
randomizzati, dopo resezione, con un trattamento con retinolo palmitato o periodici
follow-up (significativa riduzione di nuovi tumori polmonari nei soggetti che avevano
smesso di firmare e miglioramento della sopravvivenza del gruppo trattato). Sulla scorta
di questa esperienza, nel 1988 il Dr. Pastorino per l'EORTC Lung Cancer ed Head e il Neck
Cancer Cooperative Groups ha avviato lo studio EUROSCAN, un trial simile al precedente ma
molto più ampio e multicentrico. Il relatore ha anche fatto osservare come i pazienti
inseriti nel braccio trattato con chemioprevenzione possono offrire una ulteriore
opportunità di studio sul ruolo del consumo di tabacco ed in particolari campi di
ricerca, quali i markers biologici (contenuto in DNA, ploidia, anormalità citogenetiche,
amplificazione e/o espressione di oncogèni e di geni soppressori tumorali). E' seguita
una generale discussione sul valore globale dei trattamenti adjuvanti e neoadjuvanti, con
la conclusione che a tutt'oggi non esistono prove certe che possano fare considerare
questi approcci acquisiti nella pratica clinica, e che occorrerà attendere i dati
definitivi degli attuali trials.
La quarta sessione ha cercato di rispondere
alla seguente domanda: dovremmo proporre la CT tutte le volte che essa sia tecnicamente
possibile?
Il Dr. Souquet (Centro
Pneumologico Ospedaliero di Lione) si è espresso in maniera favorevole, portando a
supporto le seguenti argomentazioni: i) tre studi di metanalisi riguardanti trials di CT
vs la terapia di supporto hanno evidenziato una significativa riduzione di mortalità
(soprattutto a 3 e 6 mesi); ii) esiste qualche evidenza che la CT riduca anche i sintomi
legati alla malattia (dolore. dispnea, emottisi); iii) il costo totale della CT è uguale
o inferiore agli altri trattamenti medici e persino alla sola terapia di supporto. Il
Prof. Cellerino (Oncologia Medica, Università di Ancona) ha preferito
non soffermarsi sui dati riguardanti la sopravvivenza, ponendosi il problema di come i
clinici debbano valutare questo risultato alla luce delle insufficienti informazioni
concernenti la qualità di vita. Il suo suggerimento è stato quello di trattare i
pazienti con NSCLC avanzato con 2-3 cicli di CT comprendenti il platino, sospendendo il
trattamento dei non-responders. Il Dr. Tamburini (Centro di Ricerche
Epidemiologiche, Istituto Tumori di Milano) ha rimarcato la necessità di acquisizione di
ulteriori dati sulla qualità di vita, ricorrendo a questionari che siano: a) focalizzati
sul paziente, b) multidimensionali, c) facilmente comprensibili e compilabili, a) mirati
alla patologia in studio. Nella discussione finale il Dr. Spiro ha espresso la necessità
di ulteriori studi di CT vs la terapia di supporto.
La sessione finale dei lavori
verteva sul problema di quale CT ai giorni nostri deve essere considerata standard
Il Dr. Marino (Cattedra di
Medicina Interna, Osp. S. Paolo di Milano) ha esposto i dati della letteratura riguardanti
l'uso dei singoli agenti chemioterapici; il Dr. S. Sorenson (Lungsektionen,
Osp. Vasteras, Svezia) ha analizzato i regimi contenenti platino; il Dr. U. Gatzemeir
(Div. di Oncologia Polmonare, Osp. di Amburgo, Germania) ha riportato i dati riguardanti i
più recenti farmaci quali il taxolo, il gemcitabine, gli inibitori della topoisomerasi I
e la vinorelbina. Tutti i relatori hanno convenuto sul miglioramento delle risposte
obiettive con i moderni regimi contenenti il platino od i suoi derivati, cosi come
sull'aumento degli effetti tossici che peggiorano in parallelo all'attività antitumorale.
Il Dr. Spiro ha
concluso i lavori riassumendo in maniera concisa le tematiche trattate e gli spunti nati
dal dibattito svoltosi nell'arco dei due giorni congressuali.
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